24 settembre 2012

Il sodio e la ritenzione idrica

Il sodio è un metallo dal cuore tenero. Non essendo utilizzabile per gioielli, armi, smartphone o automobili, è il reietto della sua famiglia e viene spesso malignamente declassato alla categoria di sale, a causa della sua presenza nel cloruro di sodio, il sale da cucina.
Il sodio è fondamentale per il nostro organismo. E’ molto abbondante nei liquidi extracellulari, cioè in tutti i liquidi del nostro corpo che si trovano al di fuori delle cellule. Dentro le cellule invece ce n'è molto meno, perché queste lo scaraventano fuori a calcioni ogni volta che prova ad entrare.
Questo non è un segno di antipatia, ma piuttosto una parte di tutto un meccanismo, necessario al mantenimento dell’equilibrio "idroelettrico" della cellula, basato in buona parte sul fenomeno dell’osmosi (reso famoso da DJchiamaItalia).
L’osmosi consiste nel passaggio di acqua tra due compartimenti a diversa concentrazione di sali, dal compartimento "meno salato" a quello "più salato". Nel caso specifico, se dentro e fuori le cellule c'è la stessa concentrazione di sali (come succede di solito), l’acqua si trova in perfetto equilibrio zen e non ha motivo di spostarsi. Ma se la cellula lascia entrare sodio, l’equilibrio salta perché il liquido all’interno diventa più salato. Allora l’acqua si catapulta immediatamente dentro la cellula, facendola gonfiare come un pallone e in casi estremi addirittura scoppiare. Per questo ogni volta che entra del sodio, la cellula si affretta a pomparlo fuori.
La differenza nella concentrazione di sodio tra “dentro” e “fuori” ha però il vantaggio di creare una tensione, come in una batteria. Quando si connettono i poli della batteria viene rilasciata energia elettrica. Allo stesso modo, quando il sodio entra nelle cellule rilascia energia, che viene utilizzata per trasportare all’interno un sacco di altra roba: amminoacidi, zuccheri, cloro, potassio, fosforo e quant’altro. Questo è uno dei meccanismi usati dalle cellule dell’intestino per assorbire le sostanze nutritive presenti nei cibi.
Il sodio ha ancora tante belle funzioni che sarebbe troppo lungo elencare. Ma allora perché tanto odio contro questo elemento? Perché le pubblicità che umiliano la povera particella di sodio, abbandonata in un deserto liquido popolato solo da bollicine fuori scala di anidride carbonica?
Sarebbe difficile spiegarselo senza andare a cercare nel subconscio della donna moderna il suo più nero incubo: la Ritenzione Idrica.
sodio ritenzione idrica vignetta
La triste fine della povera particella di Sodio...
Esempio di sillogismo sodico:
“1. Questi rotoli in posizioni sensibili del mio corpo hanno un aspetto deprimente.
2. Visto che conduco una vita assolutamente sana e seguo una dieta assolutamente bilanciata, da dove saltano fuori?
3. Grassi e zuccheri non possono essere. Bevo solo coca light e mangio solo roba light: gelato light con panna light, cioccolato light con biscotti light, patate light fritte in margarina light (non vedo proprio da dove potrebbero venire grassi e zuccheri)
4. Dunque il vero responsabile deve essere la ritenzione idrica, cioè l'Acqua. E il Sodio. Questi due, uniti, tramano per la distruzione di cosce e glutei e la loro sostituzione con rotoli di ciccia. I quali però sembrano solo fatti di ciccia, ma sono in realtà fatti di acqua.”
Niente da dire: lapalissianamente logico.

Ci si potrebbe chiedere: visto che sono essenzialmente delle falde acquifere, perché non eliminare i rotoli tramite trivellazione (sotto anestesia, se necessario)? Evidentemente non deve essere una soluzione praticabile. Tra le soluzioni alternative, una delle più comuni è l’ingestione di montagne di acqua oligominerale che “può avere effetti diuretici” ed è “adatta alle diete povere di sodio”. Sperare che bere tanta acqua porti alla eliminazione di liquidi dal corpo, sarebbe come credere che versando acqua su una bacinella piena la si possa svuotare. Più acqua bevuta, più plin plin = stessa quantità di acqua nell’organismo.
Inoltre, qualsiasi acqua si decida di bere (a meno che non prendiate l’acqua di mare), la quantità di sodio ingerita è comunque minuscola. Due litri di acqua Lete o Rocchetta o di acqua di rubinetto di Roma contengono meno di 10 mg di sodio; due litri di acqua di rubinetto di Milano meno di 30 mg e di Palermo poco più di 100 mg. In Italia consumiamo in media circa 3500 mg di sodio al giorno, di cui circa la metà proviene dal sale aggiunto agli alimenti. Quindi anche bevendo solo acqua con contenuto medio-alto di sodio (come quella di Palermo), questa contribuirebbe solo per il 3% al consumo quotidiano. Il resto viene dagli alimenti: per esempio, 100g di pizza contengono 775 mg di sodio! L’idea che l’acqua bevuta contribuisca significativamente all’importo totale di sodio è un mito creato dalla pubblicità (come Babbo Natale). Lo stesso vale per la convinzione che le acque minerali contengano necessariamente meno sodio di quelle di rubinetto.
Se comunque l'eradicazione del sodio è il vostro fine supremo, utilizzate allora la vostra arma più micidiale: il sudore. Una bella sudata abbondante, con perdita di circa un litro di liquidi, si porta via 700-800 mg di sodio, quanto ne potreste accumulare con centocinquanta litri di acqua minerale. Così prendereste due piccioni con una fava (acqua e sodio) e avreste inoltre il vantaggio di bruciare qualche caloria, il che potrebbe anche aiutare a smaltire i rotoli di ciccia, nella remota eventualità che siano realmente formati di ciccia. Per i meno sportivi esiste un metodo alternativo e anche più efficiente, ma non privo di sofferenze. Le lacrime contengono tanto sodio quanto il sangue, quindi soli 300 ml di pianto vi alleggerirebbero di circa 1 grammo di sodio. Certo, per arrivare a 300 ml dovreste essere parecchio tristi o pelare montagne di cipolle. Ma qualche fortunato/a potrebbe cavarsela con soli due o tre passaggi del DVD di Love Story. Quindi piangete profusamente e a cuor leggero perc le vostre lacrime, più che amare, saranno SALATE!


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