4 maggio 2013

Un mondo a RNA

ReNAto era incapace di riprodursi.
La cosa lo tormentava.
Aveva raggiunto una certa posizione, nel mondo primordiale. Primordiale... lo si chiama così adesso, vedendo come sono cambiate le cose negli ultimi miliardi di anni, ma a quei tempi sembrava abbastanza moderno ed evoluto, e non si stava poi così male. Forse ci si sentiva solo un po' spersi, perduti in quegli oceani immensi e scarsamente popolati.

ReNAto si era fatto da solo, senza nessun aiuto e nessuna raccomandazione. All'inizio vagava come una molecola sbandata, senza un progetto. Poi però iniziò a capire che le opportunità per crescere c'erano ed erano tante, e fu così che diventò imprenditore. Pezzo a pezzo, costruì la sua fortuna. E a ogni pezzo che acquisiva cresceva, anche fisicamente: il suo corpo cresceva.
Ma, ottenuto il successo, ReNAto si trovò a chiedersi cosa ne avrebbe fatto. Con chi l'avrebbe condiviso? Fu allora che gli nacque un desiderio, come una strana nostalgia per qualcosa a cui nessuno aveva mai pensato prima: la paternità. Avrebbe voluto un figlio a cui insegnare quello che aveva imparato, che non andasse perduto.

Attorno a ReNAto ronzava tutto il giorno, con interesse e con intenzione, uno sciame di signorine più o meno piacenti, anche loro, come lui, appartenenti alla famiglia degli RNA. ReNAto non era stupido e lo sapeva che non era dalla sua bellezza che erano attratte, né dalla sua intelligenza. Lo sapeva e un po' gli dispiaceva. Ma cercava di non pensarci, e si lasciava adescare. Però, forse per l'inesperienza, o perché in fondo si sentiva un po' sfruttato, o magari perché queste sciacquine non lo interessavano per niente, non era mai riuscito a concludere nulla. Nulla.

Dopo un po', per evitare ulteriori umiliazioni, si era chiuso in sé stesso, cercando di fare da solo. Aveva provato a utilizzare le parti del suo corpo in qualsiasi modo, accoppiandole le une alle altre in tutti le maniere possibili. Aveva esplorato se stesso, scontrandosi con il proprio limite: un RNA, da solo, non può riprodursi.
O almeno lui non c'era riuscito.

Poi un giorno, mentre era arrotolato su sé stesso e sonnecchiava, aspettando una morte che doveva pur arrivare, gli sembrò di veder passare qualcosa di strano, un RNA che gli ricordava tantissimo se stesso, in un certo senso uguale a se stesso eppure diverso, a dire il vero completamente diverso... Ma allora perché quell'aria di familiarità?
Si riaddormentò, ma quando si svegliò aveva un chiodo fisso: doveva trovare quella molecola di RNA, doveva capire cosa la rendeva così vicina, così gradevole, così confortante.
La cercò per mari e per fiumi - per monti non ci si poteva andare, ammesso che esistessero già, era troppo secco e non c'erano nemmeno i funghi - e alla fine la trovò: splendida e misteriosa e desiderabile. Eppure ReNAto non sentiva un briciolo di paura, si sentiva come se la conoscesse da sempre, come se l'aspettasse da sempre.

"Ciao," le disse "sono ReNAto." Potrà sembrare un approccio poco fantasioso, ma non aveva cercato alcun approccio, faceva le cose come gli venivano, in maniera naturale.
"Piacere ReNAto", rispose la ragazza, "io mi chiamo aRianNA."
E bastò uno sguardo e una parola perché avvenisse quello che mai prima era successo nella storia della Terra: l'unione di due esseri diversi ma complementari che crea qualcosa di nuovo.
Poco dopo venne alla luce ReNAtino. Per la prima volta, qualcuno era stato in grado di riprodursi.

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La natura! Neanche il tempo di inventare la riproduzione che viene fuori il sesso non riproduttivo...

L'RNA è un parente molto stretto del DNA, dal quale si differenzia perché è più instabile ma anche più dinamico. Al giorno d'oggi, chi custodisce il materiale genetico delle nostre cellule è il DNA (in altre parole, i geni sono fatti di DNA), mentre sono le proteine a fare quasi tutto il lavoro pratico. L'RNA svolge molte funzioni importanti, ma rimane un po' la cenerentola tra le grandi molecole cellulari.

Quattro miliardi di anni fa la situazione era completamente diversa: il nostro era un mondo a RNA. Qualunque organismo ci fosse che bazzicava a quei tempi, utilizzava l'RNA come materiale genetico (= i suoi geni erano fatti di RNA). Non solo. L'RNA si occupava anche personalmente e senza aiutanti di costruire le proteine e le sostituiva in gran parte delle funzioni che svolgono oggi. Il DNA probabilmente non era ancora stato inventato.
Questo dominio pressoché completo era il risultato di un'innovazione tecnologica straordinaria, forse la più importante nella storia della Vita, introdotta dall'RNA qualche tempo prima: la riproduzione.

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Il processo di accoppiamento degli RNA omosessuali. Cliccate sull'immagine per ingrandire.

L'RNA, come il DNA, è formato da una successione di mattoncini, chiamati nucleotidi. Pare che i primi RNA si siano formati dall'aggancio casuale di un certo numero di mattoncini: piccole catene senza molte pretese lunghe cinque, dieci, venti nucleotidi. Tra queste pare sia spuntata a un certo punto una molecola di RNA capace di riprodursi.
Come fosse fatta, è un mistero. Fino a pochi anni fa, nonostante tutti gli sforzi fatti, non si era mai riusciti a riprodurre in laboratorio un RNA capace di ricopiare se stesso. Qualcuno iniziava a dubitare che fosse possibile.
Poi, nel 2004, si è scoperto che se invece di una molecola di RNA se ne utilizzano due, più o meno speculari, queste possono ricopiarsi a vicenda, formando il sistema più semplice dotato della caratteristica fondamentale di ogni essere vivente: la riproduzione.

[Se vi è piaciuto questo viaggio nella storia dell'RNA, leggete anche la storia biocomica sull'origine degli amminoacidi]

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Altre Fonti