6 maggio 2014

L'olio di Lorenzo, i grassi XL e l'adrenoleucodistrofia

L’ALD (o adrenoleucodistrofia) è una malattia causata da un difetto in un gene con un nome da asteroide: ABCD1.

Questo gene produce una proteina-portinaio, che controlla l’ingresso dei grassi – ma solo di quelli particolarmente lunghi – nell’unico scompartimento della cellula in grado di digerirli (cioè di smontarli). Se la proteina-portinaio non può aprire il portone, perché non c’è o non funziona (come succede nell’ALD), i grassi extra-large non riescono a entrare e se ne vanno in giro per l’organismo, accumulandosi un po’ dappertutto.

Pur essendo innocui in piccole quantità, a dosi elevate i grassi XL diventano tossici, soprattutto per il cervello. Per questo, molti dei bambini malati di ALD perdono progressivamente il controllo delle loro funzioni corporee e mentali, e spesso muoiono giovanissimi.

L’ALD sarebbe rimasta una delle tantissime e sconosciute malattie rare di cui si occupano solo i malati, le loro famiglie, e Telethon; se non fosse che negli anni ’90 è diventata protagonista di un film di grande successo: L’olio di Lorenzo.
Lorenzo era un bambino malato di ALD, e l’olio di Lorenzo è il farmaco escogitato da suo padre, Augusto Odone, per curarlo.

L’idea era che, per fermare la malattia, si dovesse ridurre la quantità di grassi XL in circolazione. Ma nonostante seguissero una dieta rigorosamente priva di grassi XL, i bambini con ALD continuavano ad averne quantità molto elevate nel sangue (e non solo), perché era il loro stesso corpo a produrli.
Bisognava trovare un modo per bloccare la produzione interna di grassi XL.

I grassi sono come delle catene, costituite da un numero variabile di anelli. I grassi XL hanno 24 o 26 anelli, e vengono fabbricati da una proteina che prende i grassi più corti e li allunga, aggiungendo due anelli alla volta.
Questa proteina può sfornare due “modelli” diversi di grassi XL: se usa come materia prima i cosiddetti grassi saturi, produce grassi XL saturi (che sono quelli tossici); se i grassi di partenza sono insaturi, produce grassi XL insaturi (presumibilmente innocui).

Dopo mesi passati a studiare il metabolismo dei grassi, il signor Odone immaginò che, se per questa proteina non faceva differenza quale tipo di grassi allungava, forse la si poteva convincere a produrre solo grassi XL insaturi (quelli buoni). L’idea era di sovraccaricarla con un sacco di grassi insaturi da allungare, in modo che, oberata di lavoro, si dimenticasse di allungare quelli saturi.

L’olio di Lorenzo, che è una miscela di grassi insaturi, serviva proprio a questo: e in effetti – seppure con un meccanismo decisamente diverso da quello ipotizzato da Odone – bloccava la produzione di grassi XL saturi, normalizzando i loro livelli nel sangue dei bambini malati di ALD.

"Tutti i libri di medicina che ho letto, e avrei solo avuto bisogno di un libro di cucina!" (l'olio di Lorenzo è una miscela di oli alimentari modificati). Da moviesmackdown.com
Quando l’olio fu messo a punto, il sistema nervoso di Lorenzo era già ridotto molto male e la nuova terapia non avrebbe potuto fare molto per lui.
Ma gli altri bambini ne avrebbero beneficiato: questo era il commovente messaggio finale del film.

Il problema è che, alla prova dei fatti, l’olio di Lorenzo non solo non ha guarito nessuno, ma non è neanche in grado di fermare la progressione della malattia. (Uno studio – firmato dallo stesso Odone – suggerisce che, se i bambini con ALD iniziano a prendere l’olio di Lorenzo quando sono ancora sani, la probabilità che sviluppino la malattia diminuisce; ma i risultati non sono molto convincenti).

Nel frattempo, però, la ricerca ha esplorato altre vie, e oggi esiste una terapia che, se usata nelle prime fasi della malattia, può evitare i gravi danni al sistema nervoso causati dalla ALD: il trapianto di cellule staminali.

Quando la terapia è stata usata per la prima volta (negli anni ’80), si pensava che le cellule trapiantate da un donatore (ovviamente sano) avrebbero potuto mangiarsi i grassi XL in circolazione, e digerirli con il loro normale metabolismo. In effetti, il servizio di digestione fornito dalle cellule trapiantate può ridurre i livelli di grassi XL nel sangue, ma non con la stessa efficienza dell’olio di Lorenzo.
Eppure, qualche mese dopo il trapianto, la progressione della malattia si ferma.

Perché esattamente l’olio di Lorenzo – pur riducendo i livelli di grassi XL – non funzioni, mentre il trapianto si, non è chiaro. Forse l’olio di Lorenzo non riesce a penetrare nel cervello, e quindi là dentro i livelli di grassi XL restano elevati; o forse non sono i grassi a distruggere il cervello dei bambini con ALD, ma qualcos’altro.

Il trapianto funziona probabilmente perché le (poche) cellule staminali che riescono ad ambientarsi nel nuovo corpo producono una discendenza di cellule figlie (sane) che si trasferiscono nel cervello e svolgono, direttamente sul campo, una qualche funzione protettiva.

L’unica cosa certa, alla fine della storia, è che nella ricerca medico-scientifica le cose non sono quasi mai come appaiono, e non si può mai essere sicuri che una nuova cura funzionerà, finché non la si prova.


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