28 marzo 2013

Probiotici, antibiotici e batteri intestinali

Durante una di quelle infinite campagne militari medievali, il re di francia Francesco I iniziò a lamentare un fastidioso problema: la diarrea. Di che entità e durata fosse questa diarrea, non è dato saperlo. Ma tanto breve non deve essere stata se, come si narra, tutti i migliori medici di francia accorsero cercando, senza successo, di curarla. Colui capace di guarire il sovrano fu un medico ottomano - mandato da Solimano il Magnifico, all'epoca alleato di Francesco I - armato di un miracoloso rimedio ancora sconosciuto in francia: lo yogurt.

Lo yogurt è prodotto da due specie di batteri che si cibano del lattosio (uno zucchero) presente nel latte e lo trasformano in una sostanza chiamata acido lattico. Se non amate i sapori aciduli, forse preferirete il latte allo yogurt. Ma, gusto a parte, il suo grande pregio è di rifornire l'intestino di batteri utili e vitali, i cosiddetti probiotici.

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OK, chi vuole conolonizzare il mio intestino? Preso da stickycomics.com

Il nostro intestino è letteralmente invaso da batteri, che si dedicano ad attività commerciali quali la vendita di custodie per cellulari e occhiali da sole. Questi batteri possono essere considerati inquilini stabili del nostro intestino e non disturbano nessuno, producendo anzi per se stessi e per noi vitamine e altre sostanze utili. Inoltre, si occupano di digerire l'indigeribile, come alcuni zuccheri particolarmente indigesti - ma non la peperonata, purtroppo.
Lo spazio riservato ai batteri nel nostro intestino è, in un certo senso, limitato. Di solito, gran parte di questo è occupato dai batteri residenti, ed è piuttosto difficile per un nuovo batterio, entrato con il cibo o l'acqua (e potenzialmente dannoso), trovare spazio sufficiente per stabilire una colonia.

Tuttavia, quando prendiamo degli antibiotici, il nostro intestino si spopola. Gli antibiotici infatti sono sostanze create allo scopo di uccidere batteri. Il loro utilizzo in medicina ha salvato - e continua a salvare - innumerevoli vite. Ma un antibiotico è come un bombardamento a tappeto: spesso non uccide solo i batteri che ci fanno star male, ma anche gli incolpevoli batteri residenti dell'intestino.

Quando l'intestino rimane sguarnito, è più facile per un batterio invadente e male intenzionato trovare spazio e risorse per riprodursi. Questo può creare problemi relativamente leggeri - una certa insoddisfazione dopo una sessione sul water - ma anche predisporre a complicazioni più serie.

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Da Everyday Elzie
E qui entrano in gioco i probiotici, sotto forma di yogurt e bevande imbottite di bifidi, bacilli, e lactobacilli (cioè batteri). E poi ci sono i probiotici venduti come farmaci in fialette o capsule, come ad esempio l'enterogermina.
Molti di questi probiotici, ma non tutti, sono utili nella prevenzione e/o nella cura della diarrea. Ma se si sta prendendo un antibiotico, ingurgitare normali batteri - che morirebbero appena arrivati nell'intestino - non avrebbe molto senso. Per questa ragione, le specie utilizzate nei probiotici da associare a terapie antibiotiche (come l'enterogermina) sono selezionate per resistere a quanti più antibiotici possibili. Certo, neanche l'idea di mangiarsi un batterio super resistente sembra particolarmente allettante, visto che uno dei maggiori problemi della medicina di oggi è proprio la crescente resistenza agli antibiotici. Ma questi batteri sono di solito di carattere mansueto e vengono controllati agevolmente dal nostro sistema immunitario. Rari sono i casi di infezioni da probiotici, di solito in pazienti con sistemi immunitari tanto depressi da essere quasi sull'orlo del suicidio.

Ma al giorno d'oggi, assumere probiotici per via orale è ormai roba da dilettanti. La nuova frontiera della medicina probiotica è il trapianto di cacca.
Buona parte delle nostre feci è composta di batteri che sono stati sfrattati dall'intestino. Perché non dar loro una nuova casa nell'intestino di qualcun altro?
Un donatore, produttore accuratamente selezionato di feci perfette, dona un po' dei suoi preziosi escrementi per il trapianto. La cacca viene diluita con acqua e filtrata per eliminare le parti solide. Poi la sospensione batterica così ottenuta viene trasferita nell'intestino del ricevente attraverso la bocca (con un tubicino naso-gastrico) o l'ano (con un clistere).
Il trapianto di feci funziona benissimo ed è la migliore cura disponibile per un'infezione ospedaliera particolarmente ostica causata da Clostridium difficile, un batterio molto resistente agli antibiotici.

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