15 marzo 2013

I calcoli renali e l'ossalato di calcio

La colica renale è una delle cose più dolorose che possa avvenire al nostro corpo. La sensazione di dolore comincia nella parte posteriore del fianco (in corrispondenza dei reni), ma a causa di strane interazioni tra i nervi della zona, dovute alla loro origine embrionale, arriva fino all'incolpevole e indifeso inguine, che ne viene scosso piuttosto brutalmente.

La causa delle coliche sono i calcoli renali, cioè delle pietre rimaste incastrate da qualche parte dentro i reni, che ne ostacolano la funzione e in particolare la produzione di urina.


Se le pietre si mantengono entro i limiti della decenza (meno di mezzo centimetro di diametro), ci mettono un po' (qualche settimana), ma alla fine vengono espulsi attraverso le urine, con un travaglio da parto di intensità variabile.

calcoli renali gulliver vignetta
A Lilliput erano tutti contenti che Gulliver si fosse finalmente liberato del suo calcolo renale. Beh, quasi tutti... (zazzle.com)
Per i casi più grossi, invece, bisogna prendere provvedimenti mirati. Per esempio, si possono utilizzare degli ultrasuoni per rompere le pietruzze dall'esterno, riducendole in piccoli frammenti che sono poi facilmente eliminati. Solo che l'intensità di ultrasuoni necessaria per frantumare i calcoli è spesso sufficiente a produrre un bel danno anche ai tessuti circostanti, cioè al rene stesso.
Un'alternativa è scavare un tunnel dalla pelle fin dentro al rene, inserirci un tubicino, localizzare la pietra nel suo anfratto e poi:
a) trascinarla fuori;
b) romperla con gli ultrasuoni (ma stavolta dall'interno);
c) distruggerla con il laser (opzione guerre stellari).
Il terzo tipo di trattamento è il più agghiacciante ma probabilmente anche il più efficace: consiste nell'infilare un tubicino là dove viene fuori la pipì e farlo risalire lungo tutto il sistema di condutture, attraverso la vescica, fino ad arrivare al punto dell'ostruzione. Trovata la pietra, questa viene ridotta in polvere, e il problema è risolto. L'operazione, grazie al cielo, viene condotta in anestesia generale.

I calcoli renali sono fatti nella grande maggioranza dei casi di ossalato, una piccola molecola contenuta in molti cibi e prodotta anche in proprio dal nostro organismo. L'ossalato ha una carica negativa e ha bisogno, per il suo equilibrio psicoelettrico, di una controparte con una carica della stessa intensità, ma positiva, che trova di solito in una molecola di calcio. Quando si uniscono a formare l'ossalato di calcio, queste due sostanze annullano la loro carica e diventano neutre.


Nelle urine, se l'ossalato è da solo, respinge con la sua carica negativa gli altri ossalati, con un atteggiamento che rasenta l'omofobia. Se però fa coppia con il calcio, perde la sua carica negativa e sviluppa una peculiare propensione alla promiscuità, che lo spinge a cercare la compagnia di altre coppie (rigorosamente neutre) di ossalato e calcio. Purtroppo, quando molte di queste coppie si concentrano in uno spazio ristretto, tendono a fare cose indicibili, ammassandosi in mucchi selvaggi. Gli aggregati di ossalato di calcio che si formano in questo modo, non riescono più a stare a galla nelle urine e "precipitano" dentro il rene come sassi in uno stagno. All'inizio si tratta di pietruzze, ma una volta che si è formato, un calcolo cresce rapidamente e può arrivare a misurare anche parecchi centimetri di lunghezza.

Si potrebbe pensare che mangiare più calcio e più ossalato aiuti la deposizione di calcoli nei reni. Tuttavia, non è necessariamente così. Soprattutto per il calcio vale invece l'opposto: per ragioni ancora ignote, una dieta ad alto contenuto di calcio riduce il rischio di calcoli. Lo stesso vale per altri due minerali, il potassio e il magnesio. Ma la cosa forse più importante da fare è bere tanta acqua, soprattutto d'estate o dopo grandi sudate. L'idea è che, anche quando la quantità di ossalato di calcio nelle urine è molto alta, la sua concentrazione (che poi è quella che conta) rimarrà moderatamente bassa, a patto che l'urina sia tanta (come succede quando si beve molto).




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Altre fonti
Management of kidney stones